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"Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno." (Albert Einstein)
Dive significa immergersi, andare in profondità, guardare ciò che c'è sotto. Sotto la tecnologia, gli strumenti che la applicano, le persone che la usano. Con Dive noi vogliamo indagare sugli effetti delle nostre tecnologie sulla vita quotidiana delle persone.
La tecnologia ha cambiato solo i nostri comportamenti, le nostre abitudini o anche il modo in cui nascono le informazioni? La tecnologia crea la realtà? Cambiano i mezzi di cui ci serviamo per comunicare o sono i mezzi a cambiare il nostro modo di comunicare? E di pensare?
Attraverso la lettura, l'ascolto, la visione di contributi multimediali, Dive vuole restituire alle "macchine" la giusta collocazione: utensili al nostro servizio, non totem di cui subire l'influenza.
Dive è anche uno spazio da scrivere: fare click qui per inviarci le vostre impressioni, sensazioni e considerazioni. |
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| Viaggio nel deserto |
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Un antico detto tuareg dice: "Dio ha creato paesi ricchi di acqua perché gli uomini ci vivano, i deserti perché vi trovino la propria anima".
Un viaggio nel deserto è un viaggio che conduce alla scoperta di quello che abbiamo "dentro", di quelle emozioni e sensazioni che la vita "moderna" nasconde sotto la cortina dell'effimero consumistico.
"Voi avete l'orologio, noi il tempo" dicono le popolazioni del deserto. Deserto che è tutt'altro che il "niente, nulla" del significato letterale della parola Sahara in arabo.
Il deserto è casa per una fauna più difficile da vedere di giorno che di notte. Animali piccoli ma sofisticati come scorpioni e scarafaggi, lucertole e ratti canguro riescono a sopravvivere in un ambiente ostile, si fanno vedere tra la sabbia; animali più grandi, come i fennec (le volpi del deserto dalle lunghe orecchie) e le gazzelle dorcas si riescono a vedere mentre sfrecciano tra le dune.
Il Sahara non è tutto uguale, il paesaggio è vario: si va dall'erg (il deserto sabbioso), al reg (il deserto sassoso), all'hamada (il deserto pietroso); la sabbia non è sempre la stessa: c'è sabbia rossa, quasi terra, sabbia gialla e sabbia bianca fine come borotalco, il temibile fech fech croce e delizia di chi percorre il deserto con un fuoristrada.
Basta una pioggia o un pozzo d'acqua perchè anche nel deserto sgorghi rigogliosa la vita: l'oasi è un luogo dove le persone possono usare l'ingegno per coltivare verdura e frutta, l'oasi è un luogo dove si può vivere secondo una cultura con regole di parsimonia e priorità che fanno dell'acqua il bene più prezioso. Recita un detto tuareg: non andare al pozzo senza bere e senza far bere il tuo mehari, non andare al pozzo sprovvisto di un secchio, non incontrare al pozzo un altro viaggiatore senza rivolgergli domande sul viaggio .
Il deserto esige rispetto, come il mare; non si affronta il percorso senza essere preparati, non si arriva alla meta senza osservare e apprezzare quello che si incontra nel cammino. Il deserto è fatto per i viaggiatori, non per i turisti, è fatto per quelli che sanno guardare e non solo vedere. Per chi vuole e sa capire, per chi sa dare un senso allo scorrere lento del tempo, alla solitudine, al silenzio. Per chi non teme di guardare nella sua anima sotto un cielo trafitto da miliardi di stelle dallo zenit all'orizzonte.
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